sabato 25 ottobre 2008

venerdì 24 ottobre 2008

LA CAUSA PERSA

Qui di seguito riporto in versione originale il resoconto steso da Kevin sul nostro incontro:

The Lost Cause is Alive and Well in Italy
I had a wonderful time yesterday in Richmond and Petersburg with my new friend from Italy, Giuseppe. We got an early start and headed straight to Petersburg for a tour of the earthworks and the Crater specifically. It was quite interesting for me to be able to converse with Giuseppe as both a fellow Civil War enthusiast and as someone who is curious about how others think about the Civil War. Giuseppe is a fellow high school history teacher and holds a doctorate in political science. His English is excellent so there were no problems at all between us. I was immediately struck by his level of interest in military history. He rattled off the names of older Civil War historians and more recent scholars and displayed a remarkable grasp of the battles and leaders. Giuseppe can tell you which division was in which corps and he could cite the officers as well. We started at the Petersburg National Battlefield Park where we tagged along on a guided tour. At one stop the Park Ranger asked if anyone knew anything about the battle of the Crater. I waited a few seconds and then raised my hand and cited a few facts. I was awarded a shiny Junior Park Ranger badge which I will wear proudly whenever touring an NPS site. Needless to say that he was very impressed with the battlefields and while we couldn't spend hours walking around each spot we made sure to spend a significant amount of time at the Crater where we sat for a nice lunch prepared by my wife. We ate Caprese sandwiches and drank Panna water which our guest very much appreciated. I think Giuseppe was most impressed with the battlefield at Malvern Hill. It is a wonderful battlefield that looks much like it did in 1862 and we took plenty of time to stand by the Union guns to survey and discuss the topography.
From there we followed the roads up past Glendale, Frazier Farm to Gaines's Mill and Cold Harbor where we took short walks on both battlefields. From there we drove to the Virginia Historical Society so Giuseppe could pick up some research material that he had copied and from there we made our way over to Carey Street for coffee and dinner. We talked for hours about our common interest and spent considerable time talking about the influence of the Lost Cause on our respective perspectives. For Giuseppe the influence is apparent from the first word. He is absolutely enamored with Confederate generals and considers them to be both morally and militarily superior to their Union counterparts. He is heavily influenced by the work of D.S. Freeman and films such as Gettysburg and Gods and Generals; however, at the same time he admires the recent scholarship of Gary Gallagher which questions the veracity of much of this traditional view. I appreciated Giuseppe's willingness to allow me to probe his thinking and he was very forthcoming. The most interesting aspect of all of this is that Giuseppe clearly understands that his influences are relatively narrow and have been shaped by the nature of the literature that he was exposed to at an early age. I was surprised to learn that he sees the war in strictly economic terms and even more surprised by a comment about the supposed loyalty of slaves to the Confederacy. I did not pursue the latter point with much force. The conversation highlighted for me the pervasiveness of certain assumptions about the Civil War.
I was also interested to hear Giuseppe place his interest in the minutia of Civil War battlefields in broader context. He pointed out that very few Europeans have such an interest in reference to their own battlefields. They are much more interested in the broader political and economic issues that are both the cause and consequences of war. This is more evidence that our own fascination with such details is more culturally specific to Americans than we would like to admit. There is nothing wrong with this, but it does point to the question of why. And no, just because you enjoy it is not a satisfactory answer.
All in all it was a fun day and I am glad that I took the initiative to offer to take Giuseppe around while he was in Richmond. He is now off to Washington, D.C., Gettysburg, and New York before he flies back to Italy at the end of the month. I made a new friend and am guaranteed a first-rate tour of Naples next time we are in Italy.
Ciao!

giovedì 9 ottobre 2008

Guerra moderna


Cito la recensione direttamente dal sito di Mark Grimsley
"Un vecchio adagio ci ha lasciato sempre credere che il macello della guerra civile americana sia stato provocato dalla precisione e dalla gittata del moschetto rigato.Per la prima volta Earl J.Hess contesta questo assunto in maniera completa e molto più di quanto qualsiasi altro storico abbia fatto fino ad oggi.Vale la pena leggere questo libro e dovrebbero farlo non solo gli appassionati della Guerra civile americana,ma anche tutti quelli che sono interessati alla storia della guerra."
Stavo cercando uno spunto per avviare un tema che mi stà molto a cuore e l'ho trovato.Non credo che riuscirò ad esaurirlo in due parole anche perchè data l'entità della materia sarebbe riduttivo.Grimsley l'ho già presentato in queste pagine,ma vale la pena di spenderne due su Earl J. Hess.Insegnante di storia della guerra civile americana presso l'università di Harrogate ,nel Tennessee,direttore di diverse riviste specializzate E' uno degli autori più brillanti dell'ultimo ventennio,al suo attivo ha quasi un centinaio di pubblicazioni.Personalmente ho molto apprezzato la sua versione della carica di Pickett ,ma Hess è una persona che vuole stupire e con questa sua ultima fatica sicuramente lo ha fatto.
Andiamo con ordine però.
Come si evince dalla recensione il punto in questione è il moschetto rigato,e la modifica apportata dal capitano Claude Etienne Miniè al proiettile utilizzato per quest'arma.In effetti,la comune saggezza ha sempre sostenuto e continua a sostenere che l'uso di quest'arma rivoluzionò la guerra. J.F.C. Fuller ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia,al punto da inserire una dissertazione a parte in uno studio fatto su Grant e Lee,in cui voleva dimostrare la superiorità del primo sul secondo,o per meglio dire l'appartenenza dell'uno alla schiera dei condottieri della nuova era e del secondo all'epoca napoleonica.Nessuno dei due comprese a fondo la terribile potenza della nuova arma,ma aloro parziale discolpa vi è da dire che a 50 anni di distanza,cioè nel bel mezzo della 1° guerra mondiale i generali continuarono a ordinare decine e decine di inutili assalti frontali,contro mitragliatrici!
Già durante la guerra civile molti contemporanei furono impressionati dall'aumento della gittata della nuova arma,in effetti il fucile rigato sparava con assoluta precisione fino a 500 yarde,laddove il moschetto ad anima liscia si fermava a 100.Furono così impressionati da questo fattore da credere che fosse stato il fattore determinante che aveva prolungato la Guerra di Secessione.Gli storici in seguito hanno sempre sostenuto che avesse fatto aumentare in maniera drammatica il numero di perdite in una battaglia,che avesse ridotto il numero delle vittorie decisive e che avesse ridimensionato di molto il ruolo della cavalleria,rendendo vane le cariche e spostando a grandi distanze l'artiglieria.
In primo luogo,secondo Hess l'impatto fu un pò più ridotto rispetto a quanto si è sempre pensato ed in modo particolare fu limitato sopratutto alle operazioni di cecchinaggio e per gli scontri in prima linea.Inoltre l'autore è convinto del fatto che la capacità dell'arma rigata di annullare le tattiche in linea ,largamente utilizzate nella Guerra Civile,venne di fatto limitata dal basso livello di addestramento degli eserciti delle due parti,dalla preferenza dei più per il tiro a corto raggio,ma cosa ben più importante dell'impossibilità per l'epoca di poter sparare sul nemico a notevoli distanze.In modo particolare Hess,si sofferma sul fatto che i nuovi proiettili seguivano una traiettoria parabolica ,che alla media distanza volava sopra le teste del nemico e creando due zone separate sul campo di battglia,in mezzo alle quali chi si trovava era al sicuto dal tiro nemico.
Questa è un pò la sintesi del libro,ma andiamo avanti e lasciamo che sia l'autore a parlare:
"Aveva ragione Paddy Griffith,che nel 1986 affermò che il fucile rigato aveva influito ben poco per cambiare il volto della battaglia nella guerra civile?
La maggior parte degli storici hanno rifiutato quest'idea,ma pian piano alcuni di essi hanno cominciato a prendere seriamente in considerazione questo suggerimento.Io ho visto la faccenda da una prospettiva diversa ed ho scritto un libro,per poter condividere con i lettori le mie conclusioni"
Quanto afferma Hess ci fà aprire un'altra finestra.Nel 1986,Paddy Griffith ,istruttore dell'accademia inglese di Sandhurst e storico aveva scritto un libro Battle Tactics of the Civil War,almeno in parte per confutare opere precedenti e segnatamente Attack and Die :Civil War Military Tactics and Southern Heritage di Grady McWhiney,secondo cui vi era stata una rivoluzione della tattica nella guerra di secessione grazie all'introduzione del fucile rigato e che la ragione delle forti perdite in battaglia era il fatto che i generali dell'epoca non avevano compreso appieno questa rivoluzione.
Griffith pervenne nel suo libro a tre conclusioni
1)E' vero che la gittata del fucile era aumentata,ma questo vantaggio era più teorico che reale ed infatti il raggio d'azione degli scontri della guerra civile americana praticamente non era molto diverso da quello dell'epoca di Napoleone.Le perdite della CW erano paragonabili a quelle delle guerre europee,nel periodo 1800-59.
2)In secondo luogo,una guerra napoleonica era ancora possibile,non vi era stata alcuna rivoluzione
3)La guerra civile americana non è stata la prima guerra moderna come spesso si è affermato,ma l'ultima delle guerre napoleoniche.La prima guerra moderna è stato il conflitto Franco-Prussiano
Inizialmente gli storici militari della guerra civile guardarono con profonda diffidenza al libro di Griffith in parte per il modo iconoclasta con cui l'autore aveva portato avanti l'argomento ed in parte per la limitata base di prove che adduceva.Con il tempo però qualcosa è mutato e alcuni hanno cominciato ad interessarsi di questa tesi,ne è una dimostrazione il fatto che a pochi mesi dalla sua uscita il libro di Hess è già diventato una pietra miliare e la tesi di Griffith,la nuova ortodossia.

venerdì 3 ottobre 2008

Ciclorama


Finalmente dopo anni di restauro è di nuovo in mostra il Ciclorama di Phillippoteaux
Questi sono alcuni interessanti video girati nel Parco Nazionale

lunedì 29 settembre 2008

Wicked Spring


http://it.youtube.com/watch?v=n5ooBiCLlqA

Bel film sullo sfondo della campagna del 1864

giovedì 25 settembre 2008

Mark Grimsley






Non ho fatto neanche in tempo ad entrare in possesso del suo volume sulla campagna del 1864,che già vengo a sapere che presto il Prof. Grimsley,ufficiale della Guardia Nazionale e docente universitario ,
terrà una conferenza sulla campagna organizzata dalla Civil War Round Table di Harrisburg in Pennsylvania

http://www.harrisburgcwrt.org/dispatches/HCWRT50Sep.pdf
Il blog del professore ha fatto da battistrada ad una serie di analoghi esempi oggi presenti in rete,uno dei quali è quello già ampiamente presentato di Kevin Levin.

E questo è il link al suo blog:http://warhistorian.org/wordpress/index.phpQuesto invece è il suo curriculum vitae del sito dell'Università dell'Ohio http://history.osu.edu/people/person.cfm?ID=690
Per concludere a questo indirizzo potete trovare in rete un'altra eccellente pagina

http://warhistorian.org/
Si tratta di un sito di storia militare di eccellente fattura.
Perchè Grimsley?
Beh è molto semplice Mark è un altro degli autori attuali che riscuotono la mia ammirazione ,basti dire su tutto che ho letteralmente divorato la guida che ha scritto sul campo di battaglia di Gettysburg,anzi è stata un'utile compagna di viaggio quando mi sono recato in Pennsylvania.L'autore come dicevo è un militare di carriera,un tecnico e nel corso delle mie ricerche,spesso su internet mi sono imbattuto in articoli scritti da lui.
Ha un stile asciutto e scorrevole che lo rende facilmente accessibile ai più,caratteristica che ritengo sia necessaria quando si parla di argomenti non proprio semplici.Allo stesso tempo Grimsley è però un profondo pensatore e tutte le sue affermazioni sulla storia militare in generale e in particolare sulla guerra civile americana,sono corroborate da un background che ne mette in risalto lo spessore.
Questo è uno dei motivi per cui mi auguro di avere al più presto materiale su questa conferenza

sabato 13 settembre 2008

Giuseppe Rufino e Kevin Levin



Il mio soggiorno negli Stati Uniti non si è limitato alla Pennsylvania.In Virginia mi sono incontrato col mio amico Kevin,visitando il campo di battaglia di Petersburg,Cold Harbor e della battaglia dei Sette Giorni.Presto inserirò anche le foto che ho scattato a Richmond.
Kevin è un docente di storia in un liceo di Charlottsville in Virginia,ma è originario del New Jersey.Sulla scia del successo riscontrato dal blog di Mark Grimsley,un altro degli autori emergenti americani ha creato circa tre anni fa un blog tutto suo che è specificamente dedicato alla memoria della guerra civile americana,infatti si chiama CIVILWAR MEMORY.Essendo per deformazione professionale un laureato in filosofia Kevin tende in ogni suo articolo a scandagliare fin nei dettagli più profondi ogni aspetto della guerra e sopratutto delle conseguenze che essa ha avuto sull'animo americano.In questo ha creato qualcosa di atipico,di molto poco americano e quindi nel suo contesto molto originale.In particolar modo sono forti le sue prese di posizione contro la LOST CAUSE ,che in tutte le sfaccettature per lo studioso americano rappresenta un retaggio del passato di cui la società americana,in maniera particolare nel mezzogiorno non si è ancora liberata.Su tutti mi viene in mente l'opinione che Kevin ha della questione,o per meglio dire,parole sue,della leggenda dei BLACK CONFEDERATES,i soldati di colore che a frotte avrebbero abbracciato la causa di quella stessa Confederazione che li teneva in schiavitù.
Il nostro amico risente molto di un'impostazione tipica della più recente corrente storiografica americana di cui uno dei maggiori esponenti è sicuramente Gary Gallagher,che personalmente considero un brillante storico.Gallagher a più riprese ha sfatato molti dei miti della Causa persa,ma ha trovato e trova spesso l'opposizione in quelle categorie di colleghi che tendono sempre a catalogare gli eventi a compartimenti stagni.Gallagher è stato uno degli autori dell'ultimo ventennio che ha riportato in auge la storia militare,che nel post-Vietnam molti accademici avevano riposto nel cassetto della propria scrivania.Ha fatto di più ha tirato le fila di un discorso molto più ampio e ambizioso con la propria casa editrice la CHAPEL HILL della UNIVERSITY OF NORTH CAROLINA .Indiscutibilmente la sua opera più ricca e interessante rimane THE CONFEDERATE WAR,CHE ho già segnalato nel blog ,ma di cui appunto avevo fatto appena un accenno.L'aspetto più interessante del libro è quello in cui dipana la matassa della strategia confederata negli anni della guerra,o per meglio dire di una mancanza di strategia generale che impedì alla Confederazione di vincere.Lee in quest'opera non è un bersaglio da colpire,non è certo il MARBLE MAN di Nolan,ma non è sicuramente nemmeno l'invincibile condottiero che Jubal Early e Douglas S. Freeman ci hanno tramandato .Viene invece visto in tutta la sua vera essenza,di generale di stampo napoleonico,che difende gli interessi di un"impero" antistorico,condannato in partenza alla sconfitta e al disfacimento.
Kevin ovviamente ha respirato quest'atmosfera,tra l'altro Gallagher e lui sono vicini di casa....,ma a parte ovvie considerazioni c'è da dire che dalla sua ha un supporto che sicuramente lo avrebbe portato a fare certe considerazioni.
Tra non molto Kevin sarà in libreria ,stà lavorando da un bel pò sulla battaglia del Cratere,occorsa nell'assedio di Petersburg.
Mi sembrava opportuno fare questa lunga presentazione che vuole essere un preludio alle immagini che vedrete.